Moncler Lyon Blue

Ruffini aumentò il mercato dell aprendo negozi in tutto il mondo: la nicchia di mercato a cui mirava la società dell era quella dell di altissima gamma (molte giacche Moncler costano intorno ai duemila euro). Grazie agli investimenti di gruppi come il fondo di private equity Carlyle Group che nel 2008 acquistò quasi il 50 per cento della società per 200 milioni di euro Ruffini trovò le risorse per espandere la rete di negozi. Nel 2008 Moncler aveva negozi soltanto a Milano, mentre oggi vende in tutto il mondo, persino in posti dove il freddo non è un problema nemmeno d come Taipei a Taiwan e San Paolo in Brasile..

Il vero problema è un altro.Noi imprenditori stiamo lottando da tempo per rendere obbligatoria la certificazione “made in” su tutti i prodotti non food, ma i Paesi del nord Europa, Germania in testa, non ne vogliono sapere. La volontà popolare si è già espressa largamente a favore di questa normativa con 476 voti e 75 contrari. Peccato che a livello europeo l’ultimo passaggio di una normativa sia dato dal consiglio dei primi ministri e su questo siamo in minoranza per cui non passa..

KARTELL LANCIA IL NUOVO SITO REALIZZATO INSIEME A YOOX Kartell lancia il suo primo sito online realizzato insieme a yoox group. A 65 anni dalla sua fondazione, Kartell oggi un brand presente in oltre 130 paesi con una rete di 130 monobrand store, 1000 corner shop, 250 shop in shop e 2500 retailer. Kartell ha trasformato la plastica in un materiale prezioso, nobile, sofisticato e lo ha esplorato in tutte le sue possibili valenze estetiche, oltre che funzionali e prestazionali.

Seduta contrastata per i listini asiatici. Il Nikkei ha guadagnato lo 0,17% in scia ai positivi dati macro. La produzione industriale a settembre ha registrato un incremento dell superando le attese degli analisti che stimavano una contrazione dell L per i segnali di ripresa economica sono per stati smorzati dai timori che la Bank of Japan possa rivedere i propri programmi di aumentare la portata del Quantative easing.

Inutile citare altri dati come la disoccupazione giovanile, che si è più che raddoppiata dall’inizio della crisi e che ormai è ai massimi storici post bellici (40 per cento) mentre quella nazionale è ai massimi degli ultimi trent’anni (12,7). Tanto per capire la gravità di questi valori basta menzionare che negli Stati Uniti, la disoccupazione è intorno al 7 per cento. Inutile parlare di produttività del lavoro, la nostra è di gran lunga sotto al media europea..

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